Scegli solo due o tre caratteri tipografici

Dal progetto più semplice a quello più complicato, avrai bisogno di uno o due caratteri diversi, al massimo tre.

Tenete a mente questo principio: uno o due caratteri tipografici sono sufficienti per qualsiasi lavoro. Potresti aver bisogno di tre e fino a quattro per progetti complessi ed estesi come giornali o riviste, ma la base di una pubblicazione di solito consiste solo di un paio di caratteri tipografici. Non te ne servono di più.

Scegliamo i caratteri in base all’utilizzo che ne faremo, in base alle nostre preferenze estetiche. Scegliere un carattere tipografico è più facile, più rapido ed economico che mai. Ne possiamo trovare a migliaia su Internet, motivo per cui progetti con troppi caratteri tipografici diversi sono diventati la norma.

Pensala in questo modo: molti tipi di caratteri equivalgono a molte voci. Quindi più limitiamo la nostra tavolozza tipografica, più risorse espressive useremo, come contrasto, ritmo, simmetria o movimento.

Allo stesso modo, è meglio cercare di scegliere l’aggettivo giusto invece di usare molte parole, un paio di caratteri tipografici diversi sono un buon inizio per qualsiasi progetto, per quanto generico.

I caratteri chiamati super famiglie sono una buona opzione per progetti complessi dove è necessaria un’ampia gamma di stili armonici. Funzionano bene insieme perché hanno una spina dorsale comune.

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Dall’idea al prodotto finito

Vi ricordate uno dei primi giorni di scuola alle elementari, quando la maestra spiegando le prime regole grammaticali interrogandoci ci chiese: “Davanti alle lettere P e B cosa dobbiamo scrivere?” La lettera “M”. Giusto! Ebbene, quel giorno l’impiegato dell’anagrafe che ha registrato il mio nome quando sono nato era assente! Quindi su tutti i miei documenti Giampaolo è sctitto con la “N”. Nel mio cognome invece vi è il dubbio dove vada posizionato l’accento: Lupària o Luparìa? La maggior parte delle persone lo pronuncia Luparìa, invece si dice correttamente Lupària. Il perchè vi ho raccontato queste due storie è presto detto, l’ultima e nuova mia azienda l’ho chiamata — giustamente — Giampaolo Lupària, e si occupa di grafica e stampa. Il mio motto è: “Dall’idea al prodotto finito”, e se volete scoprire di più, visitate http://www.giampaololuparia.it